BERSERK: La rinascita di Guts cambia tutto
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- 2 giorni fa
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Per anni Berserk ci ha abituati a una certezza. Guts è sempre andato avanti grazie alla propria volontà. Non era il più forte, non era il prescelto e non possedeva alcun potere divino. A renderlo speciale era la sua ostinazione, quella capacità quasi disumana di rialzarsi ogni volta che il mondo cercava di distruggerlo.
I capitoli 384 e 385, però, sembrano voler spostare definitivamente il baricentro della storia. Non assistiamo semplicemente alla fine della depressione del Guerriero Nero, ma a una delle rivelazioni più importanti dell'intero manga. Kentaro Miura aveva preparato questo momento per oltre vent'anni e Koji Mori ha raccontato che fosse uno dei passaggi narrativi su cui l'autore aveva riflettuto più a lungo. Non sorprende quindi che queste pagine sembrino cambiare la prospettiva con cui osserviamo l'intera opera.
Una discesa che non parla di morte
La permanenza di Guts nella stupa non è una semplice prova spirituale. È un viaggio dentro se stesso. Mentre il suo corpo sprofonda in quel liquido che ricorda quasi un oceano primordiale, anche la sua coscienza precipita nei ricordi che hanno costruito la sua esistenza. Non rivede soltanto le battaglie o i momenti gloriosi. Al contrario, riaffiora tutto ciò che ha cercato di seppellire. Rivede la Squadra dei Falchi, Casca, Griffith, Judeau, Corkus, Pipin, Rickert. Rivede le guerre, gli amici perduti, i demoni, gli apostoli, ma soprattutto rivede sé stesso mentre, anni prima, cercava disperatamente uno scopo davanti a un semplice falò.
Il peso dei ricordi diventa quasi insopportabile.
Per la prima volta Guts ammette apertamente ciò che ha sempre nascosto dietro la rabbia. Si convince che ogni passo compiuto abbia portato soltanto sofferenza. Se non avesse mai incontrato Griffith, forse la Squadra dei Falchi sarebbe stata diversa. Se non fosse mai entrato nelle loro vite, forse Casca non avrebbe conosciuto il destino che l'ha distrutta.
Lo spirito che lo costringe a guardarsi dentro
Quando ormai sembra voler scomparire definitivamente, compare una presenza misteriosa.
Una figura femminile circondata da piccoli spiriti emerge dall'acqua e si rivolge direttamente a lui. La sua identità resta ancora sconosciuta. Il volto ricorda Flora, ma l'ambiente richiama gli spiriti elementali e il santuario kushan aggiunge ulteriori interrogativi. Non importa, almeno per ora, sapere chi sia davvero. Conta molto di più ciò che rappresenta.
Lo spirito non offre risposte immediate né salva Guts dal suo dolore. Fa qualcosa di molto più difficile. Lo costringe a guardare dentro sé stesso. Gli ricorda che è arrivato il momento di capire chi è realmente. Questa scena assume un significato enorme perché Berserk, fin dall'inizio, ha raccontato personaggi incapaci di accettare sé stessi.
Griffith ha rifiutato la propria umanità per inseguire un sogno. Mozgus ha nascosto la propria violenza dietro il fanatismo religioso. Farnese ha dovuto distruggere completamente l'immagine che aveva costruito di sé. Adesso tocca a Guts affrontare lo stesso percorso. Solo che il suo nemico non è un demone. È il bambino che continua a portarsi dentro.

Il significato del bambino
Uno dei momenti più potenti di questi capitoli è il ritorno del Guts neonato. Il manga ripercorre la sua nascita sotto il corpo della madre impiccata, la morte di Shisu, il rapporto con Gambino e, soprattutto, introduce un parallelismo sorprendente con il Bambino Demoniaco.
Per anni quella creatura è sembrata soltanto il figlio deformato di Guts e Casca contaminato durante l'Eclissi. Adesso assume un significato completamente diverso.
Il neonato Guts e il Bambino Demoniaco vengono mostrati quasi come due immagini speculari.
Entrambi sono figli della morte. Entrambi appartengono a un confine che non è mai stato completamente umano. Ed è proprio qui che arriva la rivelazione destinata a cambiare Berserk.
Lo spirito definisce Guts una creatura dell'interstizio. Non un uomo qualsiasi.
Non semplicemente un marchiato. Una creatura nata tra il mondo materiale e quello astrale, esattamente come Griffith!
Una rinascita che cambia il significato di Berserk
Quando il neonato Guts si ricongiunge con il suo corpo adulto, la membrana che lo avvolge si solleva dal fondo della stupa e torna lentamente verso la superficie. L'immagine è ricca di richiami simbolici. Quel guscio ricorda un grembo materno, il liquido in cui è immerso assume le sembianze di un liquido amniotico e lo spirito femminile accompagna il protagonista proprio come farebbe una madre nel momento della nascita. Nulla sembra casuale. Studio Gaga e Koji Mori costruiscono una sequenza che richiama apertamente una seconda nascita, culminando con l'urlo di Guts, identico al primo vagito di un neonato. Non è semplicemente il risveglio di un personaggio svenuto, ma la rappresentazione di un uomo che, dopo aver attraversato il punto più basso della propria esistenza, riesce finalmente ad accettare ogni parte di sé.

Questa accettazione rappresenta probabilmente il vero cambiamento del Guerriero Nero. Per tutta la serie Guts ha combattuto il proprio passato cercando di soffocarlo attraverso la rabbia e la vendetta. Dentro la stupa accade l'esatto contrario. Per la prima volta non respinge il bambino che è stato, non cerca più di cancellare gli errori, i rimpianti o le colpe che continua ad attribuirsi. Li accoglie. È un passaggio che richiama in modo sorprendente il pensiero stoico, secondo cui la libertà nasce dall'accettazione della propria natura e del proprio passato, non dal tentativo di cancellarli. Guts non diventa più forte perché dimentica il dolore. Diventa più forte perché smette finalmente di fuggire da esso.
La rivelazione che lo definisce una creatura dell'interstizio assume allora un significato ancora più profondo. Per anni Griffith è sembrato appartenere a una dimensione completamente diversa da quella degli esseri umani. Ora scopriamo che anche Guts, fin dalla nascita, è sempre vissuto sul confine tra il mondo materiale e quello astrale. Non si tratta di una trasformazione improvvisa, ma della scoperta di qualcosa che è sempre stato parte della sua natura. Lo spirito, infatti, non gli dona un potere nuovo. Gli rivela semplicemente ciò che lui è sempre stato senza saperlo.
Questa scelta narrativa cambia completamente il rapporto tra Guts e Griffith. Fino a oggi i due rappresentavano due percorsi opposti. Da una parte l'uomo disposto a sacrificare tutto per realizzare il proprio sogno, dall'altra un uomo normale deciso a opporsi persino agli dèi. Entrambi sono nati dalla morte. Griffith è rinato attraverso il corpo del Bambino Demoniaco durante l'Incarnazione, mentre Guts è venuto al mondo sotto il cadavere della madre impiccata. Entrambi appartengono all'interstizio. Entrambi vivono sospesi tra due realtà. È come se Berserk ci stesse dicendo che i due protagonisti sono sempre stati due facce della stessa medaglia, destinate inevitabilmente a scontrarsi.

Il capitolo 385 conferma che qualcosa è cambiato
Quando Guts apre gli occhi all'interno della stupa, il suo volto non mostra più la disperazione che lo aveva consumato dopo il rapimento di Casca. Lo sguardo è fermo, lucido, quasi sereno. Non pronuncia grandi discorsi. Si limita a osservare la propria mano e a dire poche parole, ma bastano per far capire che la consapevolezza raggiunta nella stupa è ormai completa. È il primo momento, dopo moltissimo tempo, in cui il Guerriero Nero appare davvero padrone di sé.
Il cambiamento emerge anche attraverso le azioni. Guts si dirige verso l'enorme portone della stupa e lo abbatte con una forza impressionante, scaraventando una delle ante all'esterno del santuario. Poco dopo distrugge senza alcuno sforzo le pesanti manette che lo tenevano prigioniero. Non sono semplici gesti spettacolari. Studio Gaga vuole mostrare visivamente che qualcosa nel protagonista è cambiato anche sul piano fisico. La domanda, naturalmente, è capire quanto questo aumento di forza dipenda dalla sua nuova consapevolezza e quanto invece sia legato alla natura dell'interstizio appena rivelata.

Silat è probabilmente il primo ad accorgersi che davanti a lui non c'è più lo stesso uomo entrato nella stupa. Pur senza conoscere ciò che è accaduto al suo interno, comprende immediatamente di trovarsi davanti a qualcuno dal destino eccezionale. Persino Daiba osserva Guts con stupore, come se nemmeno lui riuscisse a comprendere completamente ciò che è appena successo. Pak, invece, sembra percepire qualcosa di ancora più profondo. Guardando l'interno della stupa e la membrana ormai aperta, afferma semplicemente che Guts si è connesso. Una frase brevissima che potrebbe avere implicazioni enormi, perché lascia intuire un legame molto più forte con il mondo astrale rispetto al passato.
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BEYOND ALL!
Non possiamo secondo me nemmeno definirlo un vero è proprio Power up, perché Gatsu è sempre stato così alla fine, ne ha solo preso coscienza adesso.
Sono stati davvero due capitoli meravigliosi. Speriamo continuino così 💪