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BERSERK: Abbiamo sempre frainteso l'Idea del Male

  • Immagine del redattore: ALCHILL Blog
    ALCHILL Blog
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 6 min
Griffith, personaggio del manga Berserk.

Ci sono pochi elementi di Berserk che hanno generato tante discussioni quanto l'Idea del Male. Da quando il celebre capitolo 83 è diventato noto tra i lettori, si è diffusa un'interpretazione che ancora oggi viene data quasi per scontata. Secondo questa lettura, l'Idea del Male sarebbe una sorta di divinità onnipotente che controlla ogni evento dell'universo di Berserk e che avrebbe scritto, fin dall'inizio, il destino di Griffith.


È un'idea affascinante, ma osservando con attenzione il dialogo tra Griffith e questa misteriosa entità emerge una prospettiva molto diversa. Kentaro Miura non descrive un dio che muove gli uomini come marionette, al contrario, costruisce un sistema infinitamente più sottile, nel quale libertà e causalità convivono senza mai annullarsi a vicenda. È proprio questa sfumatura a rendere l'Idea del Male uno dei concetti filosofici più complessi dell'intera opera.


Un dio nato dal bisogno degli uomini


Per comprendere il ruolo dell'Idea del Male bisogna partire dalla sua origine. Nel capitolo 83 non viene presentata come il creatore dell'universo di Berserk, ma come qualcosa di completamente diverso. È una divinità generata dall'umanità stessa, nata dal bisogno collettivo di trovare una risposta alle domande più dolorose dell'esistenza.


"Perché esiste la sofferenza? Perché gli innocenti muoiono? Perché il destino sembra così ingiusto?"


Secondo quanto racconta il capitolo, sono proprio queste domande ad aver dato forma all'Idea del Male. Non è quindi un'entità estranea che invade il mondo umano, ma una manifestazione nata dalla coscienza collettiva degli uomini. In altre parole, è l'umanità ad aver creato il dio di cui aveva bisogno per attribuire un significato al dolore.



Questo dettaglio cambia profondamente il modo in cui va interpretata tutta la cosmologia di Berserk. Se l'Idea del Male nasce dagli esseri umani, allora il suo rapporto con il mondo non può essere quello di un sovrano assoluto che impone arbitrariamente la propria volontà. Esiste perché gli uomini l'hanno resa possibile e proprio da loro continua a trarre la propria ragione d'essere.


Da qui nasce anche uno degli equivoci più frequenti. Sapere che governa la causalità porta molti lettori a immaginarla come un burattinaio che decide ogni singola azione degli uomini; in realtà il manga suggerisce qualcosa di molto più raffinato. L'Idea del Male non afferma mai di prendere decisioni al posto di Griffith, dice invece di aver influenzato la storia, di aver guidato lentamente gli eventi e di aver costruito le condizioni necessarie affinché un individuo come lui potesse nascere. È una differenza apparentemente piccola, ma fondamentale per comprendere tutto il resto.


Griffith e Idea del male nel capitolo 83 di Berserk.

Il vero significato della causalità


La parola chiave di questo ragionamento è una sola: Contesto.


L'Idea del Male costruisce il terreno su cui gli uomini prenderanno le proprie decisioni. È una distinzione enorme, perché significa che la libertà individuale non viene cancellata, viene influenzata. Per capire meglio questo meccanismo si può immaginare la storia come una lunghissima fila di tessere del domino: basta modificare leggermente la posizione della prima perché, molti anni dopo, cambi completamente la traiettoria dell'ultima, una guerra costringe una famiglia a lasciare la propria casa, durante quella fuga nasce un incontro destinato a non verificarsi mai in condizioni normal, da quell'incontro nasce un figlio, quel figlio crescendo prenderà una decisione capace di modificare il destino di migliaia di persone.


Nessuno è stato obbligato a fare ciò che ha fatto. Ogni individuo ha scelto liberamente.


Eppure tutte quelle scelte sono maturate dentro una catena di eventi che qualcuno aveva già contribuito a mettere in movimento, è questo il senso della causalità in Berserk.


L'Idea del Male non entra nella mente degli uomini per imporre loro una decisione, agisce molto prima, modificando lentamente il terreno sul quale quelle decisioni cresceranno. È una forma di influenza che richiede secoli, forse millenni, e proprio per questo diventa quasi invisibile. Quando arriva il momento decisivo, ogni individuo è convinto di stare scegliendo soltanto in base alla propria volontà, senza rendersi conto di quante circostanze abbiano contribuito a costruire quella stessa volontà.


Questa interpretazione trova sorprendenti punti di contatto anche con alcune riflessioni filosofiche. David Hume sosteneva che una scelta potesse essere libera pur essendo il risultato di una lunga catena di cause. L'uomo decide, ma decide sempre all'interno di una storia che lo ha formato. Schopenhauer esprime un concetto simile con una frase diventata celebre:


"L'uomo può fare ciò che vuole, ma non può volere ciò che vuole"


Griffith sceglie liberamente di inseguire il proprio sogno, ma la domanda diventa inevitabile, chi ha contribuito a costruire quel desiderio? Chi ha fatto in modo che diventasse l'unica ragione della sua esistenza? Berserk sembra suggerire che la risposta vada cercata proprio nella rete della causalità.


Griffith in primo piano con dietro la squadra dei falchi.

Spinoza spinge questo ragionamento ancora oltre: secondo il filosofo, gli uomini credono di essere completamente liberi soltanto perché conoscono le proprie decisioni, ma ignorano tutte le cause che le hanno prodotte. È un'idea che sembra adattarsi perfettamente alla tragedia di Griffith: lui conosce il proprio sogno, la propria ambizione e la propria volontà; ciò che ignora è la lunghissima successione di eventi che, fin dalla nascita, ha modellato lentamente la sua personalità fino a renderlo ciò che è diventato.



L'Eclissi e il peso della scelta


L'Eclissi è il momento che più di ogni altro ha consolidato l'idea che Griffith fosse soltanto uno strumento nelle mani dell'Idea del Male. Ridotto a un corpo ormai incapace di reagire, spezzato nel fisico e nella mente e circondato dalla Mano di Dio, sembra impossibile immaginare che possa ancora esercitare una scelta autentica. Eppure, osservando con attenzione il dialogo che precede la sua trasformazione, emerge una realtà diversa.


Void e gli altri membri della Mano di Dio non gli impongono alcuna decisione. Non entrano nella sua mente per costringerlo a sacrificare la Squadra dei Falchi. Fanno qualcosa di molto più sottile: Lo obbligano a rivivere il proprio passato, gli ricordano il sogno che lo accompagna fin dall'infanzia e gli mostrano il prezzo che tante persone hanno già pagato perché potesse arrivare fino a quel momento. Ogni parola è studiata per condizionare il suo giudizio, ma la scelta finale resta soltanto sua. Si tratta di una manipolazione psicologica, non di un controllo della volontà.

La differenza è fondamentale. Pensiamo a una persona ricattata e costretta a firmare un documento. La pressione subita è enorme e limita profondamente la sua libertà, ma nessuno le muove materialmente la mano. La firma resta la sua. Berserk sembra costruire proprio questo meccanismo, soltanto su una scala infinitamente più ampia. L'Idea del Male non decide al posto degli uomini. Agisce molto prima, alterando lentamente le circostanze nelle quali matureranno le loro decisioni. La causalità non elimina il libero arbitrio, ma ne orienta il percorso.


Griffith e Guts in una scena dell'eclissi di Berserk.

Questa lettura rende l'Eclissi ancora più tragica. Se Griffith fosse stato privato della possibilità di scegliere, il sacrificio perderebbe gran parte del suo valore narrativo e morale. Diventerebbe il gesto inevitabile di una vittima. Miura, invece, sembra voler attribuire a Griffith tutta la responsabilità delle sue azioni. La Mano di Dio lo accompagna fino al limite estremo della disperazione, ma è lui a pronunciare il sacrificio. È lui a decidere che il proprio sogno vale più della vita dei compagni che lo hanno seguito per anni. È questa scelta consapevole a trasformare Griffith in uno dei personaggi più tragici e complessi mai scritti.

Da qui nasce anche una domanda destinata a cambiare il modo in cui leggiamo Berserk. Se l'Idea del Male ha guidato gli eventi fino alla nascita di Femto, significa che controlla anche tutto ciò che Griffith farà in seguito? Molti lettori ne sono convinti, ma il dialogo contenuto nel celebre capitolo 83 suggerisce un'interpretazione diversa.


Quando Griffith chiede quale sia il suo scopo, l'Idea del Male non gli assegna alcuna missione. Non gli ordina di fondare Falconia, di governare l'umanità o di perseguire un piano prestabilito. Gli dice semplicemente di continuare a essere ciò che è. È un dettaglio che passa facilmente inosservato, ma cambia completamente la prospettiva. Se avesse avuto bisogno di un semplice esecutore, quello sarebbe stato il momento ideale per impartirgli degli ordini. Invece non accade nulla di tutto questo. Dopo la nascita di Femto, l'Idea del Male scompare dalla narrazione e Griffith prosegue il proprio cammino seguendo esclusivamente la propria natura.

Anche Falconia assume così un significato diverso. Non nasce dall'obbedienza a un'entità superiore, ma dall'ambizione che Griffith coltivava fin da bambino, quando osservava un castello in lontananza immaginando di poterlo chiamare casa. Quel sogno esisteva già molto prima dell'Eclissi. La causalità non lo crea dal nulla. Si limita a costruire le condizioni perché possa realizzarsi.



È una visione che richiama da vicino il pensiero di Aristotele. Ogni essere tende naturalmente a realizzare la propria essenza. Un seme diventa albero perché quella è la sua natura, non perché qualcuno glielo ordina ogni giorno. Griffith segue lo stesso principio. Una volta diventato Femto, continua a inseguire il proprio ideale perché coincide con ciò che è sempre stato. Anche Spinoza arriva a una conclusione simile quando descrive un universo governato dalla necessità delle cause, non da una divinità che impartisce ordini continui. Berserk sembra muoversi proprio lungo questa linea di pensiero.


Griffith protagonista di Berserk nella scena del "cimitero delle spade"

Questa interpretazione rende Griffith ancora più inquietante. Se fosse soltanto una marionetta, le sue azioni perderebbero qualsiasi responsabilità morale. Miura, invece, sembra voler affermare l'esatto contrario. Griffith sceglie di sacrificare i Falchi e sceglie di costruire Falconia. L'Idea del Male prepara il terreno, ma il cammino continua a dipendere dalle decisioni di chi lo percorre. Ed è proprio questa ambiguità a rendere Berserk così potente. Il male non nasce da un dio che impone la propria volontà, ma dagli uomini che, convinti di seguire liberamente i propri desideri, finiscono per percorrere una strada preparata molto tempo prima.



Se vuoi approfondire questa analisi in una chiave più completa ed esaustiva, sul canale ALCHILL TV trovi il nostro video in cui analizziamo tale pensiero nel dettaglio:


BEYOND ALL!

2 commenti

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Luca
2 giorni fa
Valutazione 5 stelle su 5.

Ottima analisi 👍

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Guts
2 giorni fa

Analisi ineccepibile! Come sempre Alchill si dimostra il miglior creator divulgativo in questo campo

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ALCHILL

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