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Perché Israele e Palestina non smetteranno mai di combattere

  • Immagine del redattore: ALCHILL Blog
    ALCHILL Blog
  • 3 giorni fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Nel cuore del Medio Oriente esiste un territorio minuscolo che da oltre un secolo incendia la politica mondiale: la terra contesa tra israeliani e palestinesi. Un conflitto che non nasce ieri e che non si riduce a uno scontro tra due popoli, ma affonda le sue radici in storia, religione, identità e potere geopolitico.


Due popoli, una stessa terra


Gli ebrei rivendicano un legame con la Terra d’Israele che risale a migliaia di anni fa. Dopo la distruzione del Secondo Tempio da parte dei romani nel 70 d.C., gran parte della popolazione ebraica fu dispersa nel mondo: la diaspora. I palestinesi, invece, sono una popolazione prevalentemente araba – ma non esclusivamente musulmana – che nel corso dei secoli si è radicata stabilmente nella regione, soprattutto durante le epoche tardo-romana, bizantina e poi islamica. Entrambi i popoli sviluppano quindi un forte senso di appartenenza a quella terra. Il problema nasce quando entrambe le comunità iniziano a rivendicarla come patria nazionale.



Il punto di rottura: il XX secolo


La crisi moderna prende forma con il crollo dell’Impero Ottomano dopo la Prima guerra mondiale. Le potenze europee, soprattutto Regno Unito e Francia, ridisegnano il Medio Oriente secondo i propri interessi. Nel 1916 l’accordo segreto Sykes-Picot divide l’area in zone di influenza. Poco dopo nasce il Mandato britannico sulla Palestina. Ed è proprio in questo periodo che il territorio diventa un campo di tensioni sempre più forti. Dagli anni Venti iniziano infatti ad arrivare ondate di immigrati ebrei, sostenute dal movimento sionista, nato con l’idea di creare uno Stato ebraico come rifugio per un popolo perseguitato in Europa. La popolazione araba locale percepisce queste migrazioni come una minaccia. Le tensioni degenerano presto in rivolte, scontri e attentati.



La Seconda guerra mondiale cambia tutto


Dopo l’Olocausto, l’opinione pubblica mondiale spinge per permettere agli ebrei sopravvissuti di stabilirsi in Palestina. Un episodio simbolo è quello della nave Exodus 1947, carica di profughi ebrei che i britannici impedirono di sbarcare. La pressione internazionale cresce e nel 1947 le Nazioni Unite propongono una soluzione radicale: dividere il territorio in due Stati, uno ebraico e uno arabo, con Gerusalemme sotto controllo internazionale. Gli ebrei accettano il piano. I leader arabi lo rifiutano.


La nascita di Israele e la prima guerra


Il 14 maggio 1948 viene proclamato lo Stato di Israele. Il giorno dopo, diversi paesi arabi – tra cui Egitto, Siria, Iraq e Giordania – attaccano il nuovo Stato. È la prima guerra arabo-israeliana. Israele sopravvive e consolida la propria esistenza. Ma centinaia di migliaia di palestinesi fuggono o vengono espulsi dalle loro case. Per il mondo arabo quell’evento diventa la Nakba,

“la catastrofe”. Molti palestinesi finiscono nei campi profughi in Gaza, Cisgiordania, Libano e Giordania.


La Guerra dei Sei Giorni: il momento decisivo


Nel 1967 avviene uno degli eventi più decisivi del conflitto. Temendo un attacco imminente, Israele lancia un attacco preventivo contro Egitto, Siria e Giordania. In appena sei giorni l’esercito israeliano conquista:


  • Sinai

  • Striscia di Gaza

  • Cisgiordania

  • Gerusalemme Est

  • Alture del Golan


Il territorio controllato da Israele quasi quadruplica. Per il mondo arabo è una seconda umiliazione storica, chiamata al-Naksa (“la ricaduta”). Da quel momento il nodo dei territori occupati diventa il centro del conflitto.



La nascita dei movimenti palestinesi armati


Negli anni successivi prende forza la lotta armata palestinese. Nasce l’OLP, l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, guidata da Yasser Arafat. Gruppi guerriglieri – i cosiddetti fedayin – conducono attacchi e operazioni contro Israele, spesso partendo da basi in Giordania e Libano.

La situazione diventa così instabile che nel 1970 la Giordania espelle violentemente le milizie palestinesi in un episodio passato alla storia come Settembre Nero. Molti combattenti si trasferiscono in Libano.


Il Libano e una nuova guerra


Negli anni Settanta il Libano è un paese fragile, diviso tra comunità religiose diverse. L’arrivo massiccio di combattenti palestinesi destabilizza ulteriormente l’equilibrio. Nel 1975 scoppia una brutale guerra civile che coinvolge milizie cristiane, musulmane, palestinesi e potenze straniere. Israele interviene più volte nel sud del Libano per colpire le basi della guerriglia palestinese. Nel 1982 arriva fino a Beirut. In quel contesto avviene uno degli episodi più controversi: il massacro nei campi profughi di Sabra e Shatila, compiuto da milizie libanesi alleate di Israele.


La frammentazione palestinese


Nel tempo la politica palestinese si divide sempre di più. Da una parte c’è Fatah, il movimento principale dell’OLP, che guida oggi l’Autorità Nazionale Palestinese in Cisgiordania. Dall’altra emerge Hamas, movimento islamista nato nel 1987 durante la Prima Intifada, che nel 2007 prende il controllo della Striscia di Gaza. Da allora il territorio palestinese è diviso in due entità politiche rivali.



Perché il conflitto continua


Israele oggi è uno Stato consolidato, con istituzioni forti, un esercito potente e relazioni diplomatiche globali. La nazione palestinese invece esiste soprattutto come identità e aspirazione politica, ma non come Stato pienamente riconosciuto e sovrano. Il nodo centrale resta sempre lo stesso: due popoli che rivendicano la stessa terra, con memorie storiche incompatibili e confini mai realmente definiti. Ed è proprio questa combinazione – storia, identità, religione e geopolitica – a rendere il conflitto israelo-palestinese uno dei più complessi e irrisolti del nostro tempo.


Se vuoi approfondire questa analisi con esempi, contesto storico e lettura completa, nel video dedicato a ISRAELE–PALESTINA sul canale ALCHILL Vault il discorso viene sviluppato in modo ancora più articolato: ISRAELE–PALESTINA: 100 anni di scontri


BEYOND ALL!

3 commenti

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Laura
3 giorni fa
Valutazione 4 stelle su 5.

Finché esisterà Israele la pace nn arriverà mai!

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Andrea Santoro
3 giorni fa
Valutazione 5 stelle su 5.

Ho visto il video su questo argomento che avete realizzato ed è davvero molto esaustivo, neutrale e divulgativo

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Antonio
3 giorni fa
Valutazione 5 stelle su 5.

Davvero molto interessante

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ALCHILL

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